Digital Retail: Oltre al Web c’è di più!

Comprare online ha indubbiamente i propri vantaggi: velocità di reperimento delle informazioni, possibilità di confrontare le varie offerte e i vari prezzi, comodità di poter ricevere la merce direttamente a casa.

La tendenza del digital retail è quella di semplificare il più possibile il processo di pre-acquisto e acquisto del cliente offrendo soprattutto la semplicità di poter comparare e configurare i prodotti in maniera rapida ed efficiente.

Gli esempi di grandi brand italiani che esteri che consentono al cliente la creazione di un prodotto “tailor made” si sprecano ma, come vedremo a breve, esiste un vantaggio competitivo da sfruttare anche per i negozi fisici.

 

ALCUNI ESEMPI DI CONFIGURAZIONE DI PRODOTTI ONLINE

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Il “caso 500” ha fatto scuola: la possibilità di creare la propria 500 completamente customizzata (allestimenti, interni, optional e altri accessori) è stato uno dei selling point vincenti per il successo della linea.

Al termine del processo di configurazione è poi possibile entrare nella Virtual Room, vedere il video della propria vettura all’interno di un’officina virtuale e condividerla con i propri amici. Si può anche ottenere il riepilogo dettagliato della configurazione in cui sono riportate tutte le dotazioni installate: con quella si può andare dal concessionario più vicino e ordinare subito.

Si passa da un’esperienza di pre-acquisto completamente online per arrivare a un contatto “fisico” con il concessionario che porterà a termine la transazione.

Un esempio simile, ma che integra ancor di più il canale online con quello offline, è quello di Ford. Il configuratore della casa americana tiene conto delle promozioni e delle iniziative commerciali in corso nei differenti concessionari, per fornire preventivi trasparenti e conformi a quelli che i clienti troverebbero presso il Ford Partner più vicino.

“Oggi, chi si avvicina all’acquisto di un’auto si reca negli showroom con una solida conoscenza dei modelli e delle loro caratteristiche, maturata prevalentemente on-line, e con una chiara consapevolezza di ciò che cerca”, ha dichiarato Riccardo Magnani, Direttore Marketing di Ford Italia. “Con l’aggiornamento costante di ford.it assicuriamo ai nostri clienti un’esperienza digitale che si raccorda sempre più fluidamente a quella reale non solo dal punto di vista del prodotto, ma anche da quello delle condizioni di acquisto”.

 

Non solo beni durevoli come le automobili ma anche prodotti come le librerie hanno oggi la possibilità di essere configurate online e spedite a casa: basti vedere l’esempio di sololibrerie.it:

Altri due esempi di digital retail, stavolta dal settore fashion, sono quelli di Rudy Project e Ray-Ban: entrambi permettono di creare il proprio nuovo occhiale scegliendo ogni sua piccola parte: dalla montatura alle lenti, dal nasello agli inserti (e addirittura si può prevedere un’incisione personalizzata).

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NON E’ TUTTO ORA CIO’ CHE LUCCICA?

Tutti gli esempi di digital retail appena visti sono sicuramente indicativi dei benefici dell’acquisto esclusivamente online, ma ci sono secondo me delle criticità che permangono: l’acquisto di beni di abbigliamento come gli occhiali, ma anche i vestiti o le scarpe, non è poi così semplice da finalizzare in quanto manca la possibilità (ancora rilevante) di “toccare con mano” il prodotto per capire se quello che compriamo ci starà bene oppure no.

E l’annosa diffidenza dell’italiano “medio” per l’acquisto online potrebbe impedire la conclusione della transazione, alla faccia della possibilità di reso e sostituzione gratuiti.

 

COME UNIRE VERAMENTE IL CANALE ONLINE E LO STORE FISICO

Ogni negozio fisico può avere dei vantaggi non indifferenti se diventa punto di arrivo di una “digital customer journey” creata su misura e rispondendo alle aspettative dei propri potenziali clienti.

Proviamo ad espandere per assurdo l’esempio di Rudy Project: il negozio geograficamente più vicino all’utente potrebbe ricevere in tempo reale la sua richiesta di customizzazione, farsi arrivare il pezzo dalla fabbrica al negozio e concludere lì la transazione con la concreta possibilità di cross-selling o up-selling derivante da un rapporto diretto e dal vivo con l’utente finale.

Tale possibilità potrebbe crearsi anche all’interno di concept store ad alta tecnologia appositamente creati per il brand, nei quali avere pochi prodotti in mostra e la possibilità di concludere la transazione direttamente tramite totem virtuali in negozio. Creare un’esperienza d’acquisto indimenticabile per il cliente porta ad una sua concreta fidelizzazione e a un CLV (“Customer Lifetime Value“) più elevato.

Le possibilità sono molteplici e i casi-studio si sprecano: alcuni esempi sono quelli di Nike, Tommy Hilfiger e Adidas.

Tu che ne pensi? Per qualsiasi domanda o curiosità sull’argomento ti consiglio di visitare anche il Gruppo “Digital Showroom” su Linkedin.

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